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La mia regola d’oro per l’autenticità

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  Autèntico  agg. [dal lat. tardo authentĭcus, gr. αὐϑεντικός, der. di αὐϑέντης «autore; che opera da sé»] (pl. m. -ci). – 1.  Che è vero, cioè non falso, non falsificato, e che si può provare come tale . Fonte: Vocabolario Treccani.   Vi siete mai chiesti cosa significa essere autentici? O quanto rilevante sia, esserlo?   Ci ho riflettuto tanto in questi anni. Ho perso il conto di tutte le volte in cui mi sono sentita dire o ho detto: “ Dovresti essere più...e meno... ”, “ Ma perché fai/non fai così ”.   Sentirsi sbagliati, di non appartenere. Fingere di essere super estroversa, la più spiritosa o ribelle del gruppo, quella intelligente, fuori dagli schemi. E sentirmi ancora di più fuori posto.   Abbiamo tutti un'idea di cos’è bello, brutto, giusto e sbagliato. Ma riusciamo a distinguere  cos’è vero e naturale?   La cultura dei social media che ormai è parte integrante delle nostre vite, ha offuscato ancora di più questo concetto, aiutan...

Tu cosa ne pensi della solitudine?

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Qualche giorno fa, sono inciampata su una frase di Coelho che ha particolarmente attratto la mia attenzione: “Without solitude, no plant or animal can survive, no soil can remain productive for any length of time, no child can learn about life, no artist can create, no work can grow and be transformed.” — Paulo Coelho, Manuscript Found in Accra. Cosa significa solitudine ? Essere fisicamente soli, o sentirsi soli? Io sono una persona che necessita la solitudine. Faccio parte di quei finti-estroversi, che in realtà hanno bisogno del tempo da soli per ricaricare le batterie, dopo essere stati in compagnia di altre altre persone. Di tornare a casa, spogliarsi della giornata appena trascorsa e.. spegnere il cervello. Avete mai notato come dopo una di quelle lunghe chiacchierate profonde vi sentiate in pace con voi stessi ma, allo stesso tempo, incapaci di generare qualsiasi altro pensiero o azione? È la stessa sensazione che si prova dopo una sessione impegnativa in palestra. ...

Mi manca il Sole.

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Mai, durante i miei viaggi e spostamenti intorno al mondo, mi sarei aspettata di soffrire così ardentemente la mancanza del sole. Avevo sentito ripetutamente i miei conterranei emigrati all’estero lamentarsi e pensavo: “Ma dai, il sole più o meno presente è dappertutto, come fa a mancarti il sole?” Bè, mi sono scontrata con questa dura realtà quando mi sono trasferita in Polonia. Mi sono trasferita per amore e lavoro lo scorso aprile, quando la primavera ormai era sbocciata. Niente male: era tiepido, il sole alto nel cielo, l’umidità pari a zero e le giornate sorprendentemente lunghe. Il problema ha cominciato a presentarsi verso ottobre. E, devo dire, che è stato molto difficile accorgersene, data la mia completa fede nel “sole è ovunque”. Settimane senza nemmeno un raggio di luce, cielo plumbeo e oscurità che calava prima delle 16:00. Io nervosa, intrattabile, triste. E non era quel periodo del mese... Nella mia testa una luce si accese (l’unica, a quant...