Tu cosa ne pensi della solitudine?

Qualche giorno fa, sono inciampata su una frase di Coelho che ha particolarmente attratto la mia attenzione:

“Without solitude, no plant or animal can survive, no soil can remain productive for any length of time, no child can learn about life, no artist can create, no work can grow and be transformed.” — Paulo Coelho, Manuscript Found in Accra.


Cosa significa solitudine? Essere fisicamente soli, o sentirsi soli?


Io sono una persona che necessita la solitudine.

Faccio parte di quei finti-estroversi, che in realtà hanno bisogno del tempo da soli per ricaricare le batterie, dopo essere stati in compagnia di altre altre persone. Di tornare a casa, spogliarsi della giornata appena trascorsa e.. spegnere il cervello.

Avete mai notato come dopo una di quelle lunghe chiacchierate profonde vi sentiate in pace con voi stessi ma, allo stesso tempo, incapaci di generare qualsiasi altro pensiero o azione? È la stessa sensazione che si prova dopo una sessione impegnativa in palestra.

Gratificazione e sfinimento.

Con la solitudine ho un rapporto di odio-amore. L’ho vissuta in modo molto pesante, per molti anni della mia vita. Mi ci sono scontrata faccia a faccia, mi ha fatto piangere le lacrime più dolorose, ma è stata anche una delle mie più grandi maestre.

Dà voce ai pensieri, il cui groviglio intricato pian piano inizia a sciogliersi. Fa il punto della situazione e ci sbatte dura e cruda la realtà davanti agli occhi. Spinge all’azione.

Le migliori scelte che ho fatto nella mia vita sono state frutto di un lungo periodo passato con me, myself and I (come direbbe Beyoncé). Dopo i giorni iniziali di odio, ho scoperto che forse i miei amici e la mia famiglia non mi stanno vicino solo per pietà o legame di sangue. Dopotutto, non è poi così male passare del tempo con me stessa. Anzi, quasi quasi mi diverto!

E non è vero che sono terribile a disegnare. E che di tempo, onestamente, ne ho a sufficienza, anche per leggere quel libro che apro e richiudo da un anno. E per fare tutto quello che ritengo importante. Ho semplicemente riordinato le mie priorità.

Perché sì, non hanno importanza le circostanze, la mia prima priorità sono Io.


Foto di me, sola e felice nella Natura - Castelluccio di Norcia, 2013


La quarantena ci sta offrendo una grande opportunità di riscoprire il me-time che penso vada presa al volo.

E voi che specie solitaria (o sociale) siete?


Stay healthy - 


Commenti

  1. Ciao Marta, hai proprio ragione. Molto spesso stare da soli e fare una lunga chiacchierata con sè stessi (imparando anche ad ascoltarsi) è veramente indispensabile per fare le scelte migliori nella propria vita. Anche a me piace stare fra Me, Myself and I, è l'unico momento in cui mi sento davvero libera (lato positivo della quarantena).

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    1. Ciao Veronica, grazie per il tuo punto di vista. Sono assolutamente d'accordo. Senza il tempo da soli con noi stessi non siamo in grado di capire veramente le nostre emozioni e i nostri bisogni. Solo grazie a questo, anche la parte di noi (e del nostro tempo) che offriremo agli altri assumerà più valore!

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